Terapie Fisiche Strumentali

 

DIATERMIA (TECAR)

 

E’ una terapia fisica strumentale innovativa non invasiva che sfrutta il Trasferimento Energetico Capacitivo e Resistivo sui tessuti biologici determinando modificazioni fisiologiche.

I principali fattori che influenzano il numero e l’intensità delle reazioni fisiologiche al campo energetico erogato sono, l’effetto termico raggiunto nei tessuti, la durata dell’aumento della temperatura, la velocità con cui la temperatura aumenta e l’estensione dell’area trattata.

L’azione sul metabolismo cellulare è l’effetto biologico principale dal quale derivano tutti gli effetti terapeutici.

Uno e tra i più importanti, è il rilasciamento dei muscoli contratti che a sua volta riduce le stimolazioni di tipo meccanico e pressorio sui distretti articolari e sulle terminazioni nervose sensitive, che sono causa di dolore e di limitazione dell’escursione articolare stessa.

L’aumento dell’estensibilità dei tessuti connettivali, la condizione ottimale per ottenere tale effetto è quella di associare alla e durante la terapia lo stretching, tale effetto può essere sfruttato nel trattamento delle limitazioni articolari sostenute da retrazioni dei tessuti molli periarticolari.

L’effetto antiedemigeno, l’aumento del flusso sanguigno che fa seguito alla vasodilatazione facilita la rimozione dei cataboliti e fa pervenire nei tessuti una maggiore quantità di sostanze nutritizie, ossigeno e globuli bianchi.

Queste modificazioni biologiche consentono il miglioramento dello stato di nutrizione dei tessuti e accelerano la risoluzione degli infiltrati infiammatori su base traumatica e/o cronica.

L’effetto antalgico, dando per convenzione che il calore determina analgesia, agisce attraverso la diluizione e rimozione di sostanze algogene dai tessuti patologici (istamina, prostaglandine, acido lattico), le quali sono responsabili della stimolazione delle terminazioni nervose sensitive e del dolore.

Sembrerebbe abbia anche un effetto sulla lipodistrofia (cellulite), vedi articolo del Corriere della Sera di sabato 13/12/2014 pagina 40 (Tecar, l’antiage rubato allo sport).

 

TENS

 

La parola Tens è un acronimo che deriva dalla sigla inglese Trascutaneous Electrical Nerve Stimulator, ossia elettrostimolazione nervosa transcutanea.

La Tens viene attuata come una corrente rettangolare a bassa frequenza.

Questa corrente è stata introdotta in elettroanalgesia sulla spinta della teoria del cancello (Gate Theory) di Melzacke e Wall e ha conquistato rapidamente un ruolo primario nella terapia del dolore, grazie alla sua efficacia.

La Tens svolge esclusivamente un’azione antalgica.

Tale effetto può essere ricondotto al blocco spinale delle afferenze nocicettive e/o all’attivazione del sistema endorfinico.

Gli impulsi della Tens, grazie alla loro breve durata, sono in grado di attivare elettivamentele le fibre di grande diametro e di bloccare gli impulsi nocicettivi attraverso il meccanismo del Gate Control.

La Tens è indicata in numerose patologie dolorose, sia acute che croniche.

Risulta molto efficace nelle sindromi algiche radicolari (brachialgie, sciatalgie, cruralgie) in fase irritativa ed in presenza di punti Trigger.

Nei casi più favorevoli si ha riduzione o scomparsa del dolore dopo poche sedute.

Vengono utilizzate anche nel trattamento delle nevralgie post erpetiche, nell’artrite reumatoide, nelle artralgie e mialgie localizzate, nel dolore del moncone di amputazione.

Rappresentano una controindicazione i portatori di pace maker e la gravidanza.

 

ELETTROSTIMOLAZIONE

 

Una elettroterapia che è stata notevolmente rivalutata negli ultimi anni.

Nel passato si sosteneva che l’elettrostimolazione di tali muscoli fosse indicata soltanto in caso di assenza di collaborazione del paziente e in presenza di inibizione post traumatica, cioè in situazioni che ostacolavano il reclutamento muscolare volontario e si riteneva che questa terapia perdesse ogni significato in presenza di attività muscolare volontaria.

Le ricerche più recenti hanno invece portato dati a favore dei sostenitori dell’elettrostimolazione anche del muscolo normalmente innervato.

Tale terapia permette contrazioni muscolari più potenti e più prolungate di quelle possibili con uno sforzo volontario e può garantire un allenamento muscolare selettivo e meno faticoso.

E’ indicata in presenza di ipotrofia muscolare da non uso, incapacità a effettuare contrazioni muscolari volontarie, scoliosi idiopatiche e per il potenziamento muscolare dello sportivo.

In queste situazioni, a scopo eccitomotorio, si può utilizzare la corrente rettangolare, la corrente interferenziale oppure la corrente di Kotz.

Quest’ultima è la corrente a cui più frequentemente si ricorre perché permette il massimo reclutamento muscolare con la minore sensazione dolorosa.

Molto importante stimolazione elettrica funzionale, consiste nella stimolazione dei muscoli privi di controllo del sistema nervoso centrale, allo scopo di realizzare dei movimenti finalizzati ed utili.

E’ una tecnica ideata dagli americani Keagan e Liberson, i  quali nel 1960 misero a punto un dispositivo adatto a stimolare in nervo sciatico popliteo esterno e provocare durante il cammino la dorsiflessione del piede.

Tuttora la FES (Functional Electrical Stimulator) viene utilizzata nell’emiplegia e nella paraparesi.

 



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